Chi siamo

 

Risultati immagini per diabete sommersoSiamo un’Associazione che non ha fini di lucro, – che persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale mediante l’opera prestata volontariamente, spontaneamente e gratuitamente dagli associati proponendosi i seguenti obbiettivi:

a) Promuovere la diffusione dell’attività subacquea in condizioni di sicurezza fra le persone affette da Diabete Mellito , nel rispetto dei protocolli esistenti e delle eventuali modifiche apportate dall’aggiornamento medico-scientifico sul tema.

b) Formare le persone con diabete che vogliono praticare attività subacquea sulla base dei protocolli (allegato a).

c) Collaborare con le altre associazioni di volontariato in diabetologia , con Diabete Italia , con le Federazioni Sportive e con tutti gli enti interessati a migliorare la qualita’ delle cure e la qualita’ di vita delle persone affette da Diabete Mellito tipo 1 e tipo 2.

d) Contribuire alla formazione di istruttori subacquei per consentire alle persone con diabete di praticare attività subacquee presso Centri Diving nella propria regione e di effettuare corsi di formazione su tutto il territorio nazionale.

 

La nostra storia

 

Risultati immagini per diabete sommersoNel 2004 su iniziativa della S.C. di Diabetologia e Malattie Metaboliche della A.O. “Ospedale Niguarda Ca’ Granda”, in collaborazione con la Associazione Diabetici della Provincia di Milano, e di DAN EUROPE (ente di riferimento internazionale per quanto concerne la sicurezza subacquea) nasce il progetto “Diabete Sommerso” che si propone di introdurre alla pratica delle immersioni subacquee con autorespiratore giovani adulti con Diabete Mellito, nella convinzione che, così come altre discipline sportive tradizionalmente considerate “off limits”, anche la attività subacquea possa essere praticata in sicurezza, purché il diabete sia ben controllato e non sussistano complicanze croniche.
I modesti rischi comunemente connessi alla pratica subacquea risultano solo minimamente aumentati dalla presenza del diabete, purché ben compensato. Eventuali difficoltà aggiuntive possono derivare esclusivamente da possibili reazioni ipoglicemiche che sono facilmente prevedibili con una corretta preparazione del soggetto diabetico e con l’adozione di misure precauzionali adeguate.
Diversi studi, sia sperimentali che sul campo, hanno infatti dimostrato che non si determinano variazioni glicemiche durante le immersioni se non una modesta tendenza all’ipoglicemia con conseguente riduzione del fabbisogno insulinico, come per ogni tipo di attività fisica. Anche per quanto riguarda i problemi legati alla variazione di pressione non esistono evidenze di una loro maggiore frequenza o gravità in presenza della condizione diabetica.
Negli anni trascorsi dal lancio del programma sono stati effettuati 7 corsi di primo livello “Open Water Diver (OWD)”, con un programma appositamente concepito integrando la classica didattica internazionale con una serie di nozioni teorico-pratiche specificamente connesse alle problematiche proprie del paziente diabetico. Ad oggi hanno conseguito il brevetto OWD 48 giovani con Diabete di Tipo 1. Sono stati successivamente condotti anche corsi di livello più avanzato: otto dei subacquei già brevettati OWD hanno conseguito anche il brevetto “Advanced Open Water”, e quattro il brevetto “Rescue”, sempre con un programma particolarmente mirato sulla condizione diabetica.

Gli accertamenti eseguiti in questi anni nei periodi di attività subacquea, comprendenti anche un numero rilevante di immersioni nei quali le concentrazioni di glucosio sono state strettamente controllate con un sistema di monitoraggio continuo, hanno dimostrato la sostanziale sicurezza di questa attività sportiva per il giovane diabetico in buon compenso non complicato.
Elemento essenziale e irrinunciabile è tuttavia un addestramento mirato teorico-pratico, finalizzato alla prevenzione di complicazioni metaboliche acute nel corso di questa particolare attività sportiva.Le esperienze di questi anni sono anche state alla base di una serie di interventi in ambito scientifico diabetologico, con comunicazioni congressuali, e con numerose pubblicazioni, una delle quali su una delle più prestigiose riviste diabetologiche internazionali (“Safety of recreational scuba diving in type 1 diabetic patients: the Deep Monitoring programme”. Diabetes & Metabolism 35(2009): 101-107).

Nel 2010 l’ AFAID importa questa iniziativa nelle Marche. Sei giovani adulti con diabete Mellito tipo 1 conseguono il brevetto di primo livello presso il Centro Sub Monte Conero di
Numana.Il corso si svolge dal mese di giugno al mese di agosto nella splendida cornice del Monte Conero con il supporto di istruttori, medici e infermieri. Si tratta di un esperienza di forte impatto emotivo con ricadute pratiche rilevanti anche sul controllo glicemico delle persone coivolte.Chiara, una delle ragazze del corso, invitata ad una conferenza a parlare della sua esperienza dice: ”so che può sembrare assurdo ma oggi mi trovo a dover ringraziare non so chi di essere diabetica, perchè questa condizione mi ha permesso di avvicinarmi al mondo della subacquea.
Questo è stato ed è il mio miracolo del mare “.
A fronte di questi risultati, é progressivamente emersa un’esigenza di coordinamento e di organizzazione dell’attività emergenti in questo campo, sia dal punto di vista pratico, dando un riferimento preciso a tutti i pazienti diabetici interessati a questo sport, sia dal punto di vista scientifico, riunendo le varie professionalità coinvolte (Diabetologi, Iperbaristi, Medici dello Sport), e più direttamente tecnico, stimolando il confronto fra professionisti della subacquea ed esponenti delle principali didattiche interessate. Con questo scopo nasce l’ Associazione Nazionale “DIABETE SOMMERSO”, strettamente collegata a DAN EUROPE e al suo programma internazionale di ricerca, destinata, fra l’altro, a proseguire, promuovere ed implementare studi nel campo dei rapporti fra Scuba e diabete.

Un altro passo avanti per il mondo del diabete e per il pieno inserimento sociale della persona con diabete, per la quale l’attività fisica rappresenta una strategia terapeutica fondamentale.

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