"Ci vorrebbe tanta colla" - il terremoto nelle Marche raccontato dai bambini 

 

Presentazione del libro “Ci vorrebbe tanta colla – Il terremoto nelle Marche raccontato dai bambini”, un progetto realizzato dai volontari della P.A. APE odv i quali hanno operato per molti mesi durante il recente sisma che ha colpito la nostra regione (insieme ad Abruzzo, Lazio, Umbria) prestando ininterrottamente supporto psicologico sia alle persone colpite dall’evento, sia agli stessi operatori intervenuti per soccorrere ed assistere la popolazione.

Oltre a descrivere la psicologia dell’emergenza e l’attività dei volontari APE in “tempo di pace” il libro descrive, attraverso i disegni e le parole dei bambini/ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Pieve Torina (MC) e la voce dei volontari psicologi intervenuti, le emozioni che un evento come un terremoto inevitabilmente trascina con sé e dove, anche se non ci sono (per fortuna) traumi fisici, emozioni e pensieri non espressi vengono cristallizzati dentro di sé e proprio perché troppo dolorosi, possono essere separati da sé (dissociati): ciò contribuisce a rendere un’esperienza traumatica, una ferita che non viene assorbita e integrata nella mente. L’intervento descritto nel libro ci mostra quindi come i volontari APE, attraverso il disegno e la scrittura, abbiano aiutato i ragazzi e i bambini a normalizzare un’esperienza spiacevole e fortemente destabilizzante come quella di cui, loro malgrado, sono stati protagonisti.

L’evento si svolgerà sabato 19 maggio 2018 a partire dalle ore 16.00 a Camerino (MC) presso l’aula “Benedetto XIII” dell’Università di Camerino.

 

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A suggerire il titolo:  " Ci vorrebbe tanta colla" è stato il disegno di Mirko, un bambino della seconda media che ha disegnato l'oggetto magico che avrebbe dovuto dare forza e, in un certo senso, tranquillizzare che tutto si sarebbe potuto aggiustare. Mirko ha disegnato un tubetto di colla, immaginando che con essa si potessero incollare le case e il terremoto.

" Merito del libro, ha detto Mastrovincenzo, è il dare voce alle emozioni dei bambini e a tutte le sensazioni provate a contatto con la dura realtà del post sisma. Altro merito quello di evidenziare anche l'aspetto del grande ruolo d'aiuto che hanno svolto gli psicologi dell'emergenza, accanto ai bambini,agli adulti, agli anziani e a coloro che hanno sofferto una grande catastrofe".

"Ma  da una cosa brutta- come  ha sottolineato il preside Cavallaro- se si ha coraggio e determinazione può nascerne una bella. "La prova è questo edificio nuovo ben progettato che prima non c'era. Mai perdere dunque la speranza; la natura- ha detto- ha sempre convissuto con l'uomo che sarà sempre capace di reagire con intelligenza".

" Abbiamo fatto esprimere ai bambini le emozioni e i ricordi che hanno vissuto- ha dichiarato la coordinatrice del progetto Maria Cristina Alessandrini- Tra le emozioni più gettonate, la paura in primis , ma anche rabbia, disgusto, gioia, tristezza. All'inizio i bambini erano timidi e abbiamo dovuto lavorare un po' per incoraggiarli ad esprimersi. Alla fine, l'essere riusciti a sfogarsi, li ha fatti sentire sicuramente più leggeri.e, dal canto nostro, abbiamo provato soddisfazione per il risultato raggiunto".

 

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